Carburanti alternativi: Gpl in crescita mentre la Cina punta alle auto verdi

gennaio 8, 2018

Carburanti alternativi: Gpl in crescita mentre la Cina punta alle auto verdi

Continua la crescita, nel nostro Paese, del numero di vetture alimentate attraverso l’utilizzo di carburanti alternativi, primo fra tutti proprio il Gpl.

Questo per diversi motivi: innanzitutto perchè, secondo quanto riportato dal Consorzio Ecogas, l’organismo associativo che promuove la diffusione di GPL e metano per auto e ne riunisce gli operatori, non è mai stato così conveniente alimentare la propria automobile a gas, sia per quanto riguarda il risparmio economico che la libertà di circolazione. In secondo luogo perchè crescono le infrastrutture dedicate proprio a questo carburante alternativo e, terza motivazione, per i numerosi incentivi a convertire la propria autovettura che sono stati varati negli ultimi tempi.

Dunque ad oggi, secondo i dati Aci aggiornati al 31 dicembre 2016, in Italia circolano circa 3.249.122 autovetture alimentate grazie a propulsioni e carburanti alternativi, tra cui appunto 2.211.368 a Gpl e 911.246 a metano. Gli altri posti sono invece occupati da ibridi a benzina, ibridi a gasolio e auto elettriche.

Non solo: questi carburanti, oltre ad essere meno costosi per il cittadino e ad avere un livello di emissioni inquinanti inferiore rispetto ai cosidetti carburanti classici, sono anche le fonti energetiche ammesse dalla recente Direttiva comunitaria Dafi, che ha come obiettivo la decarbonizzazione dell’Unione Europea e che ha norme sempre più stringenti.

In quest’ottica di miglioramente europeo a livello di utilizzo di carburanti alternativi, è molto interessante citare l’esempio della Cina che ha invece fissato al 2019 il primo target del 10% sulle auto “verdi” che i produttori di automobili devono rispettare sulle vendite annue di nuove vetture elettriche o ibride, destinato a salire al 12% nel 2020.

Un esempio virtuoso che deriva ovviamente anche dall’ingente quantità di inquinamento che gli abitanti di Pechino e di altre grandi metropoli cinesi devono subire ogni anno.

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